Nei foschi scenari che si stanno addensando  su Alitalia la città di Roma rischia di pagare un conto assai salato,  con la perdita di migliaia e migliaia di posti di lavoro, tra lavoratori alitalia e chi è impiegato nell’indotto, e la messa a rischio  di una parte significativa del segmento produttivo e imprenditoriale romano legato all’attività della compagnia aerea, con pesantissime ripercussioni sociali ed occupazionali sulla città di Roma.
Di fronte ad uno scenario tragico che può coinvolgere circa 10.000 famiglie romane, appaiono assolutamente insufficienti le prese di posizione del sindaco Raggi che si limita a lanciare uno scarno comunicato stampa di vicinanza ai lavoratori di Alitalia. Dal sindaco di Roma ovvero dalla città più coinvolta dalla crisi Alitalia ci aspettiamo azioni ben piu’ decise e concrete a tutela dei propri concittadini coinvolti in una simile crisi, oggi aziendale ma presto occupazionale. Si svegli la Raggi dal suo immobilismo e scenda in campo portando all attenzione del governo tutto il peso istituzionale di Roma Capitale magari avviando un tavolo di crisi con governo, regione, comune, e azienda al fine di sollecitate ogni possibile soluzione che salvaguardia i lavoratori ed eviti il fallimento dell’ azienda. Una volta commissariata vi saranno scarsissimi spazi di manovra per salvare qualcosa. E se la Raggi non si muove subito sarà complice dell’ obiettivo dei governi sin qui succedutosi e del  management di Alitalia di dissolvere la nostra compagnia aerea  regalando le sue quote di mercato alla concorrenza straniera. Lo dichiarano gli esponenti di FDI-AN Fabrizio Ghera capogruppo in  campidoglio,  Federico Guidi e Lavinia Mennuni , componenti dell’esecutivo romano

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